Mangiare fuori casa si conferma una pratica costante degli italiani: considerando i consumi alimentari complessivi, nel 2022 l’incidenza di quelli fuori casa è salita al 31%*. Tra bar, ristoranti, pizzerie e altri esercizi commerciali, la ristorazione veloce raccoglie circa il 7%* delle visite complessive. (*Fonte: Rapporto FIPE-CONFCOMMERCIO 2023)
La circolarità degli imballaggi è al centro della ricerca Economia circolare e ristorazione veloce: raccolta e riciclo degli imballaggi cellulosici il caso McDonald’s Italia , curata da Duccio Bianchi su proposta di Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica e presentata a Roma nel corso di un convegno organizzato insieme a McDonald’s e Seda International Packaging Group con la partecipazione – tra gli altri – degli europarlamentari Mercedes Bresso e Massimiliano Salini. Un tema particolarmente caldo anche in Europa dove è in discussione una proposta di Regolamento sugli imballaggi che tanto sta facendo discutere.
“Nel nostro paese sono molto diffuse buone pratiche di riciclo, specialmente di carta e cartone, che raggiungono ottimi livelli e prestazioni” – afferma l’On.le Mercedes Bresso. “Nella discussione in Parlamento europeo sul regolamento sugli imballaggi stiamo lavorando per difendere queste esperienze, rifiutando una contrapposizione a priori con il riuso, ma ricercando sempre il miglior risultato ambientale”.
I dati: nel “best case” la raccolta differenziata degli imballaggi cellulosici arriva fino al 90%
Nei ristoranti McDonald’s, la carta costituisce il 96,4% del totale degli imballaggi immessi al consumo. Si tratta di contenitori in fibra vergine (in Italia non è utilizzabile fibra da riciclo nel contatto con gli alimenti) in maggioranza monomateriale, che rappresentano una risorsa preziosa che può e deve essere valorizzata attraverso il riciclo.
Lo studio (ed il caso McDonald’s) dimostra che esiste un modello sostenibile di gestione dei rifiuti estendibile a tutta la ristorazione veloce in grado di garantire questo obiettivo grazie a: contenitori appositi per la raccolta differenziata, un servizio comunale dei rifiuti differenziati puntuale e ben organizzato (con un numero di prelievi maggiore sulla carta e minore sull’indifferenziato), utilizzo di imballaggi rinnovabili e riciclabili e collaborazione degli operatori della ristorazione e dei consumatori che vanno attentamente informati e coinvolti.
“Abbiamo analizzato le performance di raccolta e riciclo dei rifiuti in sala in sei esercizi McDonald’s di Milano: la produzione dei rifiuti settimanale è in media di 485 kg di cui il 64% (310 kg) sono carta e cartone. Di questi materiali cellulosici oltre l’80% viene raccolto in maniera differenziata per essere avviato a riciclo” commenta Duccio Bianchi, autore dello studio. “Le analisi qualitative effettuate su questa frazione specifica, inoltre, evidenziano come la presenza di frazioni estranee e carta con livelli di contaminazione da cibo troppo elevati per il riciclo sia decisamente bassa, poco più del 2%”.
Una delle questioni che si pone in relazione alla riciclabilità degli imballaggi primari impiegati nei servizi “quick service restaurant” e per il “take away” è sicuramente la riciclabilità di prodotti a base carta accoppiati con polietilene. Gli imballaggi oggetto dello studio rientrano tutti in classe Aticelca A o B dove la componente carta è superiore all’80% cosa che li rende facilmente riciclabili.
“Questo studio conferma come la sinergia tra operatori della ristorazione, industria che progetta gli imballaggi secondo criteri di ecodesign, gli operatori della raccolta e i consumatori porti la filiera italiana del riciclo di carta e cartone ad essere un’eccellenza con ulteriori prospettive: sono già stati superati gli obiettivi UE al 2025 (75% tasso di riciclo) e stimiamo nel 2023 di raggiungere l’85% (ovvero il riciclo di circa 4,3 milioni di tonnellate di imballaggi in carta e cartone), in anticipo sul target fissato al 2030.” – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco.
Il percorso di McDonald’s verso l’economia circolare
In Italia da 37 anni, McDonald’s è oggi un attore di rilievo nel panorama economico e sociale del Paese. Con 670 ristoranti su tutto il territorio nazionale, 32.000 dipendenti e 1,2 milioni di clienti al giorno, l’azienda ha intrapreso un impegno sul fronte della sostenibilità che si concretizza e declina in tre filoni: italianità delle materie prime; sostegno alle comunità nella tutela dell’ambiente e diminuzione dei propri impatti; riciclo e sensibilizzazione dei consumatori.
Diverse tappe che, negli anni, hanno visto importanti investimenti e uno sforzo concreto per raggiungere risultati misurabili, a partire dal packaging. Dal 2019, infatti, l’azienda ha avviato una graduale eliminazione della plastica monouso in favore della carta, con un risparmio all’anno di 1.000 tonnellate di plastica.
Oggi, circa il 90% del packaging di McDonald’s è realizzato in carta, 100% riciclata, certificata o riciclabile, un risultato raggiunto grazie anche alla partnership con Seda International Packaging Group, da sempre impegnata nella ricerca e nell’innovazione degli imballaggi in ottica eco-design e che progetta e produce il packaging di McDonald’s.
Per McDonald’s è, inoltre, fondamentale adottare una corretta gestione dei rifiuti prodotti nei propri ristoranti, migliorando la quantità e la qualità della raccolta differenziata. Da tempo sono stati introdotti – nelle sale e nei dehor dei ristoranti – nuovi contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti ancora più intuitivi, affinché i clienti capiscano la destinazione di tutto ciò che rimane nel loro vassoio, ed è stato contemporaneamente avviato un percorso di formazione del personale.
In quest’ottica, di particolare rilievo la collaborazione con Comieco che affianca McDonald’s da diversi anni non solo nell’implementazione di procedure che favoriscono la corretta pratica del riciclo ma anche nella continua ricerca di buone pratiche e aree di miglioramento. Le analisi merceologiche sui rifiuti effettuate da Comieco evidenziano, infatti, la piena riciclabilità dei rifiuti in carta generati da McDonald’s. In particolare, le buone pratiche analizzate – caratterizzate da un’efficace comunicazione supportata da un sistema di raccolta differenziata appositamente progettato e un controllo qualità in sala – dimostrano che è possibile arrivare a un tasso di raccolta differenziata della carta superiore all’80%. Dalle analisi di Comieco, risulta, inoltre, che oltre 9 imballaggi cellulosici su 10 utilizzati nei ristoranti McDonald’s vengono avviati a riciclo, con un basso livello di frazioni estranee (tasso di riciclo netto al 93%). Un risultato davvero notevole, se consideriamo che si tratta di imballaggi per alimenti con fibra di altissima qualità e prevalentemente monomateriale.
Grazie alla collaborazione con Utilitalia e Assoambiente, McDonald’s ha, inoltre, siglato memorandum d’intesa con alcuni dei più importanti gruppi di società di raccolta e gestione dei rifiuti per lavorare in modo sinergico nei vari Comuni dove operano i ristoranti.
Le sfide del futuro di McDonald’s
La nuova sfida su cui l’azienda sta investendo è sensibilizzare ulteriormente i consumatori affinché possano attuare comportamenti corretti nella vita di tutti i giorni. I ristoranti McDonald’s con la loro capillarità sul territorio possono, infatti, contribuire a educare, sensibilizzare e velocizzare questo processo. In questa direzione, si inserisce la partnership avviata quest’anno con Altroconsumo, che, partendo da un’analisi di contesto nei ristoranti McDonald’s e dall’ascolto di dipendenti e clienti, ha raccolto una serie di suggerimenti e indicazioni utili per implementare buone pratiche di riciclo attraverso lo sviluppo di materiali di comunicazione in chiave educational e una campagna media.
Il percorso di transizione ecologica di McDonald’s è amplificato anche grazie al progetto delle “Giornate Insieme a te per l’Ambiente” che coinvolge direttamente i licenziatari, i clienti e le istituzioni locali nella raccolta dei rifiuti abbandonati in strade, parchi e spiagge (fenomeno noto come “littering” che danneggia l’ambiente e il decoro urbano). L’iniziativa, giunta quest’anno alla terza edizione, ha già registrato numeri da record nel 2022 con 5 mila sacchi di rifiuti raccolti (l’equivalente di oltre 18 tonnellate), 150 tappe in tutta Italia (+50 rispetto al 2021), con il coinvolgimento di 6 mila volontari, tra dipendenti e cittadini (+50% vs 2021), e più di 110 scuole, società sportive e associazioni ambientali e sociali.
Fonte: comunicato stampa


