Più della metà dei viaggiatori italiani (57%) ora è consapevole delle conseguenze dei viaggi sulle comunità e sull’ambiente mentre l’80% vuole lasciare i luoghi in condizioni migliori di come li hanno trovati all’arrivo. È quanto emerge dalla 10° edizione della ricerca annuale di Booking.com, che analizza gli atteggiamenti e i propositi dei consumatori in relazione all’impatto sociale ed ecologico dei viaggi.
La nuova ricerca di Booking.com si concentra sulle comunità. È stato chiesto agli intervistati, 32.000 viaggiatori in 34 Paesi, non solo come viaggiano, ma anche come percepiscono i visitatori che arrivano nel luogo in cui vivono. Questo approccio ha permesso di individuare i vantaggi e le sfide del turismo dal punto di vista delle persone, sia come viaggiatori che come abitanti di un posto. Il rapporto rivela che, sebbene più della metà (59%) ritenga che il turismo abbia un impatto complessivamente positivo sul luogo in cui vive, è necessario cambiare qualcosa affinché le varie destinazioni possano crescere a un ritmo adeguato e continuare a essere fruibili per tutti.

Comprendere le esigenze dei residenti locali
Poco meno della metà (46%) dei viaggiatori ritiene che il livello di turismo nel luogo in cui vive sia giusto, ma come residenti mettono in evidenza alcuni dei problemi comuni che devono affrontare a causa del turismo, quali il traffico (37%), i rifiuti (34%), il sovraffollamento (29%) e l’aumento del costo della vita (27%).
Nonostante le preoccupazioni, solo una piccola percentuale (14%) di viaggiatori ritiene che la soluzione consista nel mettere un limite al numero di turisti nel luogo in cui vive. Le altre persone intervistate, al contrario, sottolineano la necessità di investire nelle loro comunità migliorando i trasporti (44%), gestendo i rifiuti (36%) e tutelando l’ambiente (29%). Sono questi i principali tipi di sostegno che vorrebbe vedere attuati.
Per quanto riguarda il comportamento dei visitatori nel luogo in cui vivono, più della metà dei viaggiatori esprime un’opinione positiva e afferma che i turisti che vedono nel loro Paese spesso o sempre rispettano le usanze e le tradizioni locali (44%) e sostengono le imprese del posto (49%). Sicuramente esistono ancora margini di miglioramento, ma questi dati rispecchiano i propositi che i visitatori fanno quando viaggiano: il 77% vuole che il denaro speso venga reinvestito nella comunità locale e l’81% cerca esperienze autentiche e rappresentative della cultura del posto.

Abitudini più consapevoli sempre più diffuse
A livello globale, nel 2025, fare vacanze più sostenibili continua a essere importante per la maggior parte dei viaggiatori italiani (90%). Se esaminiamo il decennio precedente, i dati mostrano come questa sia diventata una priorità crescente per molte persone quando organizzano i viaggi. Nel 2016 meno della metà (36%) dei viaggiatori riteneva di fare vacanze in modo più sostenibile. Nel 2025, il 95% dei viaggiatori italiani dichiara di voler fare scelte più sostenibili e, in qualche misura, di averlo fatto. Oltre a una maggiore propensione, nei dieci anni in cui Booking.com ha raccolto informazioni, si è assistito a importanti cambiamenti nel livello di consapevolezza, nelle preferenze e nelle priorità in merito a ciò che i viaggiatori percepiscono come un impatto più positivo su destinazioni, comunità ed ecosistemi locali.
Che cosa è il turismo ecosostenibile e responsabile e come diventare un ecoturista
In questo periodo, molte abitudini legate alla riduzione degli sprechi e al consumo di energia si sono diffuse sempre di più ovunque e continuano a essere le scelte principali delle persone quando pensano di influenzare l’impatto dei loro viaggi. Nel 2020, il 36% dei viaggiatori ha dichiarato di aver spento l’aria condizionata o il riscaldamento del proprio alloggio quando era fuori, e nel 2023 questa percentuale è salita al 70%. La ricerca di quest’anno mostra che i comportamenti che incidono sulle comunità e sull’economia vanno di pari passo con queste scelte a favore dell’ambiente. I viaggiatori, infatti, pensano consapevolmente a come poter ridurre al minimo l’impatto sulle destinazioni che visitano, per esempio chiedendo consigli per organizzare le vacanze in altri periodi dell’anno (30%) o optando per mete alternative in modo da evitare il sovraffollamento (34%).
Fonte: comunicato stampa


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