La sicurezza, quando si tratta di salute, è fondamentale e questa riguarda assolutamente anche l’igiene. Ma è un dato di fatto: oggetti come guanti, sacche per il sangue e attrezzature chirurgiche monouso sono diventati un problema ambientale crescente. L’uso di questi prodotti è aumentato drasticamente negli ultimi anni, e attualmente non esistono metodi efficaci per riciclare tali rifiuti di plastica medica. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia di COVID-19, che ha portato a un incremento esponenziale dell’utilizzo di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale.
La crescente montagna di rifiuti di plastica generati dal settore sanitario rappresenta una sfida ambientale di proporzioni globali. In un mondo dove la quantità di articoli sanitari monouso utilizzati ha raggiunto livelli allarmanti, l’innovazione nella tecnologia del riciclo diventa essenziale. A provare a dare una risposta a questa sfida sono stati i ricercatori dell’Università di Tecnologia di Chalmers in Svezia stiano proponendo una soluzione rivoluzionaria che potrebbe interessare anche l’Italia.

La ricerca per riciclare i rifiuti medici di plastica
Il team di ricerca presso l’Università di Chalmers ha sviluppato un metodo di ‘riciclo termochimico’. Questa tecnologia comporta il riscaldamento del materiale fino a 800 gradi Celsius, in presenza di sabbia, processo durante il quale le molecole di plastica vengono spezzate e convertite in gas contenente blocchi di costruzione chimici riutilizzabili per la produzione di nuova plastica.
Il documento Steam gasification as a viable solution for converting single-use medical items into chemical building blocks with high yields for the plastic industry è stato pubblicato su Resources, Conservation and Recycling. Lo studio è stato condotto presso la Chalmers University of Technology da Judith González-Arias, Renesteban Forero-Franco, Chahat Mandviwala e Martin Seemann.
Vediamo alcuni dei vantaggi sottolineati dallo studio.
1. Distruzione di batteri e microorganismi
Il processo ad alta temperatura garantisce la distruzione di batteri e altri microorganismi, rendendo il materiale sicuro per ulteriori utilizzi.
2. Supporto alla circular economy
Questa tecnologia si allinea perfettamente con i principi dell’economia circolare, offrendo una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti medici, un aspetto spesso trascurato nelle politiche attuali.
3. Qualità del materiale riciclato
Il riciclo termochimico è l’unica opzione che consente di riportare i materiali a un livello molecolare, permettendo alla chimica industriale di trasformarli nuovamente in materiale vergine, ideale anche per impieghi che richiedono elevati standard di purezza, come nel caso degli imballaggi alimentari.
Sfide e opportunità per l’implementazione del riciclo chimico
Nonostante l’efficacia della tecnologia, la sua implementazione su larga scala richiede nuovi flussi di materiali e modelli di business funzionanti, oltre a possibili modifiche legislative. In Svezia, ad esempio, nonostante un interesse significativo nel riciclo, i volumi di rifiuti monouso provenienti dal settore sanitario non sono sufficienti per un modello di business circolare funzionante senza una collaborazione tra diversi attori.
Perché questa tecnologia è rilevante anche per l’Italia
L’Italia, con il suo forte impegno verso una economia circolare e la riduzione dei rifiuti, potrebbe trarre vantaggio significativo dall’adozione di tecnologie simili. L’approccio termochimico non solo affronta il problema della non riciclabilità dei rifiuti medici, ma facilita anche il recupero di atomi di carbonio preziosi, essenziali per ridurre la dipendenza dalle materie prime fossili.
Continuando a investire e a innovare, possiamo sperare di vedere nel prossimo futuro un impatto significativo sulla riduzione dei rifiuti plastici nel settore sanitario.



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.