In Valsugana (Trentino) offerta di lavoro e alloggio per combattere lo spopolamento

scurelle trentino CristianNX, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il comune di Scurelle, in Valsugana, ospiterà un nuovo progetto pilota ideato dalla Provincia Autonoma di Trento: 8 giovani under 35 potranno vivere per 2 anni in un appartamento di 300 metri quadri partecipando anche a progetti di inserimento lavorativo. Obiettivo: incentivare il percorso di emancipazione dalle famiglie originarie offrendo ai giovani casa e lavoro, ripopolare il territorio montano e stimolare l’incontro con la comunità locale.

Il problema dei NEET in Italia: i dati

Nel 2022 quasi la metà dei giovani italiani tra 25 e 35 anni (precisamente il 46,6%) viveva ancora con i genitori e, in ogni caso, l’età media dell’uscita dalla casa genitoriale si attesta a 30 anni, con circa 4 anni di ritardo rispetto al resto dell’Unione europea. Non solo: fra i giovani italiani – ricorda l’Istat – poco meno di 1,5 milioni non studia, non lavora né fa alcun tipo di formazione, rendendo l’Italia il Paese della Ue con il maggior numero di “NEET” (Not engaged in Education, Employment or Training). Il fenomeno ha ovviamente effetti negativi, sia per il futuro di quei ragazzi, sia delle loro comunità di riferimento e, in generale, per l’intero sistema Paese. Trovare soluzioni in grado di contribuire al cambio di rotta è quanto mai urgente.

“Innovazione sociale in Trentino”: il modello di coabitazione per combattere lo spopolamento

Una possibile best practice arriva da una valle trentina, dove ha preso il via un progetto sviluppato grazie all’Agenzia per la Coesione sociale e all’Agenzia del lavoro della Provincia autonoma di Trento. Il suo nome è emblematico: “Coabitazione”. E ha il merito di rispondere non solo alle esigenze dei giovani in cerca di indipendenza e di lavoro, ma anche alla necessità di evitare lo spopolamento delle aree interne, di promuovere l’attrattività socioeconomica del territorio, di recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e di rinsaldare lo spirito di comunità e il capitale sociale attraverso azioni di volontariato.

dove vivranno i giovani del cohousing

“Coabitazione e inserimento lavorativo”: Scurelle sperimenta soluzioni per i neet

Tutto questo avverrà a Scurelle, piccolo borgo della Valsugana a una quarantina di minuti d’auto da Trento, collocato in una zona rinomata per l’ambiente naturale con boschi e il massiccio granitico di Cima D’Asta, poco distante dai laghi laghi balneabili di Levico e Caldonazzo, entrambi premiati lo scorso anno con la “Bandiera Blu”. Il Comune ha dato in comodato gratuito all’Azienda pubblica Servizi alla persona (Apsp) di Borgo Valsugana un appartamento da 300 metri quadri, attualmente sfitto, di sua proprietà. All’interno, sette stanze (sei singole e una doppia, per un totale di otto posti letto) con bagni privati e alcuni spazi condivisi, tutto completamente ristrutturato. L’Apsp ha deciso di metterlo a disposizione per il progetto.

Entro quando candidarsi per andare a vivere e lavorare a Scurelle

“I giovani che aderiranno all’iniziativa (termine ultimo per presentare le domande: 28 febbraio) potranno soggiornare nell’appartamento fino a due anni pagando 100 euro al mese e sostenere le spese delle utenze, ripartite tra coabitanti” spiega la sindaca di Scurelle, Lorenza Ropelato. “Dovranno inoltre impegnarsi in attività negli enti territoriali di volontariato, per un massimo di 10 ore mensili, nello spirito della cittadinanza attiva”. In compenso, verranno inseriti in un percorso specifico di inserimento nel mondo del lavoro, grazie alla partnership con l’Agenzia del Lavoro, e di orientamento: ciascuno di loro verrà infatti seguito da un tutor fornito dall’Apsp.

“sfida al fenomeno neet”: Scurelle e il trentino inaugurano percorsi di vita autonoma per giovani. I requisiti

“Al progetto Coabitazione potranno aderire giovani di età compresa tra 18 e 35 anni, desiderosi di emanciparsi dalla propria famiglia di origine e di trovare lavoro per costruire un percorso di autonomia. Dovranno aver concluso il proprio iter formativo e scolastico e, nella loro selezione, conteranno le pregresse esperienze in ambito sociale, all’interno di associazioni di volontariato o umanitarie, e lavorative”, spiega Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale.

Ma più di tutte, conterà il livello di motivazione che ciascun candidato mostrerà di avere. Per il successo di questo tipo di iniziative, la passione e la volontà dei soggetti coinvolti è indispensabile. “Grazie a questo bando i giovani avranno la possibilità di intraprendere percorsi di autonomia decisivi in primis sul piano professionale, oltre che economico e sociale.

L’uscita dalla famiglia di origine negli ultimi anni è stata ulteriormente ostacolata dalla crisi economica che vede disoccupati quasi il 30% dei giovani. Per di più, a chi lavora, vengono spesso applicati contratti atipici o in condizione di sotto-occupazione”, conclude Malfer.

Fonte news e foto interna: comunicato stampa

Foto copertina: CristianNXCC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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